Wednesday, November 22, 2006

E' ritornata Rita H

mi potete ritrovare al vecchio indirizzo lasignoradishanghai.blogspot.com
baci, Là

Saturday, November 18, 2006

Il mio nuovo amichetto

Thursday, November 16, 2006

Oggi è un nuovo giorno

Dopo il culmine della sfiga toccato ieri, due ore fa sono uscita e ho deciso di fare qualcosa per dare una svolta al trend negativo di questi giorni. Sono andata in profumeria e ho fatto razzia di cose inutili: creme, maschere, shampoo+balsamo+spray per capelli crespi, smalto, bodyscrub... Poi ho comprato degli incensi (50 bastoncini a 14 €cent). Ora mi preparo un thè, accendo gli incensi dappertutto e poi do' inizio al restauro (a quello estetico, almeno). Per piacere non commentate quest'involuzione che sta avvenendo nella mia vita. Lo so, sembra che mia sia appena letta dieci numeri di Donna Moderna... ma d'altra parte cosa potete pretendere da un'adepta di Hello Kitty? Gioite del fatto che mi è tornato il buon umore!!

I poteri divinatori di Hello Kitty

Ieri ho perso l'ipod. Sono ancora incredula, continuo a chiedermi come ho fatto. Non so nemmeno se me l'abbiano rubato o se l'abbia perso io, sono talmente stordita che non ne ho proprio idea. Forse mi è caduto dalla borsa mentre ero in taxi. Lo so che a molti sembrerà una cazzata ma al di là del prezzo dell'oggetto che non posso permettermi di pagare un'altra volta, io con l'ipod ci vivevo in simbiosi. Forse, siccome in una settimana sono riuscita a perdere due cose importantissime, mi dovrei cominciare a chiedere qual è la prossima. Se ci penso bene l'unica cosa a cui tengo un sacco che ho portato qui è la collana di stoffa di Marta, che ora mi guarderò bene dall'indossare per almeno una settimana.
Tra l'altro il cellulare di Hello Kitty di Alice, che tra le innumerevoli straordinarie funzioni che ha è in grado addirittura di fare il bioritmo, aveva previsto che il momento di down del mese sarebbe stato a metà novembre. Il 15, precisamente. Va beh, approssimativamente ci ha preso (in realtà ieri mattina, siccome il 15 era stata un'altra giornata del cavolo, ero già pronta a erigere un altarino alla Kitty e a comprarmi pure due santini da tenere nel portafogli. Poi, vista l'evoluzione della giornata, avevo pensato che la piccola gattina fosse un po' una sola e me la sono pure un po' presa. Ora sono in fase agnostica. Secondo le sue previsioni il momento positivo dovrebbe arrivare il 27... a fine mese deciderò).
Ora vado all'Hong Kong Plaza (centro commerciale per l'Hi Tech) a vedere se riesco a rimediare un ipod shuffle a un prezzo decente.

Tuesday, November 14, 2006

Questa mattina ho un po' di nostalgia

Sto sognando l'umidità e il freddo veneziani. E lo spritz e il baccalà. Le passeggiate solitarie con l'ipod, la tranquillità della notte, il silenzio delle calli rotto solo dalla voce di qualcuno di passaggio o dal motore di una barca. Mi manca tantissimo, soprattutto quando mi fermo a pensare in che bordello vivo attualmente. Vado a spiare piazza san Marco dalla webcam.

Monday, November 13, 2006

Tutta colpa di Tom Robbins

Vi ho già accennato al libro che stavo leggendo la scorsa settimana: Coscine di pollo, romanzo strepitoso di Tom Robbins, new entry (ma già ai piani alti) della mia classifica di scrittori preferiti. Questa mattina, mentre rispondevo ad Alessia a proposito delle sorti del mio cappotto (quello orginale che ho dovuto lasciare nelle mani del sarto bastardo) sono stata colta da una sensazione di gelo. E tutto a causa di questo libro, dove gli oggetti e il loro destino sono parte integrante della narrazione e della vita dei protagonisti. E' inutile che vi stia a raccontare la storia, secondo me è un romanzo che va assolutamente letto anche se è un po' particolare e facilmente può non piacere (in realtà è talmente sfaccettato che qualcosa di buono si può trovare).
Ma torniamo all'appassionante vicenda del cappotto. Nel mio quotidiano ci sono certi oggetti che tratto con un rispetto assoluto. Tra questi quelli che godono del miglior trattamento sono senz'altro i libri. Ma ci sono altre cose, in genere legate ad eventi specifici, da cui non riesco a separarmi, che mi piacciono e non potrei mai abbandonare volontariamente. Ad es. una sciarpa che mi ha dato mia nonna e che per due volte ho creduto di avere perso (con pianto annesso...). O le famosissime gazelle blu (ma chi distingueva il colore, negli ultimi anni di vita?) che mia mamma ha buttato a tradimento quest'estate per la gioia del Gian e del Brandy. Un altro esempio, indovinate un po', era proprio il mio cappotto verde di PP. Non lo mettevo da tre anni ma l'idea di buttarlo via non mi è mai passata per la testa. Per tutto questo tempo è stato chiuso nell'armadio, in attesa senz'altro di un destino migliore. Invece io l'ho lasciato a quello stronzo solo perchè avevo paura che mi menasse. Mi sto proprio massacrando di insulti da questa mattina, per quanto sono stata paurosa. E non riesco a non chiedermi che cosa starà facendo. Lo so che sembra un discorso da pazza ma se leggeste Tom Robbins forse sareste suggestionati anche voi e mi dareste retta. Il cappotto : a me = Cucchiaino d'argento : Ellen Cherry. Mi chiedo se quello che è successo possa nascondere un significato. Ah... Vorrei parlarne con qualcuno che possa capirmi e non che mi assecondi o mi tratti da psicopatica. C'è?

Per favore Jimmy non leggere questo post (vediamo se sei rispettoso come la mamma)


Allora, intanto è stato molto divertente leggere i vostri messaggini... grazie a tutti. hi hi (troppo da Marti sta risatina, oh my god). In fondo al post rispondo a tutti. Comunque lo so che il blog lo leggete, il post era ironico, solo che senza i commentini un po' mi intristisco perchè mi mancate e avere vostre notizie, sapere che state bene e che mi pensate fa piacere.
In questi giorni non sto facendo molto, a parte cercare disperatamente un cappotto nuovo e studiare cinese. Riguardo a quest'ultima faccenda devo dire che da una settimanella mi ci sono messa un po' più seriamente perchè sono veramente scandalosa. Ormai è più di un mese che vado avanti e in realtà saprei anche dire qualcosa ma in pratica non mi esce mai niente di bocca. Forse perchè non sono in grado di capire la risposta (lo shanghainese tra l'altro è una lingua a sè, inascoltabile: immaginate che qualcuno vi parli ruttando e potreste avere intuito com'è l'idioma locale). Per questo continuo a fare ricorso all'ormai classico linguaggio dei segni.
Il titolo del post è solo una prova per vedere se mio fratello è così bravo da seguire alla lettera le mie istruzioni. Vi vorrei raccontare del regalo fighissimo che progetto di fargli a Natale ma non voglio che lui lo sappia in anticipo. Quindi vediamo se mi posso fidare o meno...
[Carlo Gioria: mi sa che un po' hai ragione... più che Scarlett o Signora di Shanghai però mi sto tramutando in una Madamina: racconti sui vestiti, messa in piega ecc. ecc. Non so se sto perdendo la curiosità, certo che alla fine anche qui è subentrata la routine ma dopotutto non è così malaccio]
[Sole: se tu e Irene venite in primavera dal parrucchiere vi porto senz'altro. Mi sto già gustando mentalmente la scena...]
[Jimmy: se stai leggendo in questo momento niente regalo]
[Ale: hai ragione sono un'ingrata. Il cappotto sì, l'ho dovuto abbandonare al suo destino. A pensarci ora mi prende davvero male. Il mio cappotto preferito. La piega è durata da sabato mattina a lunedì tardo pomeriggio, abbastanza un record, insomma]
[Carlo Gioria: però come vedi i miei discorsi da Madamina riscuotono un certo interesse nel mondo femminile]
[Elenita, ho letto del tuo blog: mandami la newsletter a corocoropollon perchè io non posso visualizzarlo. Credo si debba andare in "impostazioni" e poi "email"]

Sunday, November 12, 2006

Haute couture chinoise

Scrivo solo per aggiornarvi sul ritiro dei cappotti, che si è risolto in una tragi-commedia. Il cappotto di Annika era inguardabile (vi dico solo che aveva le spalline imbottite… impressionante). Il mio era spesso come un impermeabile (avevo scelto una stoffa sottile ma il sarto mi aveva garantito che avrebbe messo la stoffa doppia e un’imbottitura per farlo più spesso… cosa che puntualmente non ha fatto) ed enorme (come se uscissi con il cappotto di mio fratello, per darvi un’idea).
Siamo riuscite, sia io che Annika, a farci ciulare i soldi della caparra e a litigare coi rispettivi sarti. Io gli ho dovuto anche smollare il cappotto originale (quando il sarto ha capito che non volevo pagare il resto del lavoro si è aggrappato al mio cappotto, che tenevo saldamente in mano, ha iniziato a tirare e a guardarmi malissimo, io tiravo, lui tirava, alla fine un po’ tra lo spaventato e lo scoglionato gliel’ho lasciato e me ne sono andata).
Vi dirò la verità, se mi avessero detto che ero incinta effettivamente mi sarei incazzata un po’ di più. Uscite dal mercato abbiamo iniziato a ridere come delle pazze, ma era un riso un po’ isterico, un po’ rassegnato, un po’ allucinato, non so come spiegarvi. Comunque non è bello litigare, soprattutto se non ti puoi prendere nemmeno la libertà di insultarli sicura che hanno capito cosa gli stai dicendo. Ma era tutto talmente surreale che alla fine è stato quasi divertente. Sono veramente dei pazzi. Alla fine fa quasi piacere riuscire a stupirsi ancora così tanto, mettiamola così.
[Giulia K: il richiamo del regalo di Natale è stato irresistibile, eh? Ma a te arriva lo stesso, non ti preoccupare, i latitanti cui mi riferisco sono altri…]

Saturday, November 11, 2006

Caro Gian...

... come mi fai osservare, fatta eccezione per il primo post di "benvenuto", nessuno più mi ha scritto sul nuovo blog. Ammetto che, effettivamente, anche per me è più complicato rispetto a prima ritrovare l'interazione con l'esterno. E forse ho dimenticato anche di dire a tutti del cambio di indirizzo. Comunque resta il fatto che molte, molte persone (che forse non riceveranno nessun regalo a Natale) ne sono al corrente. A questo punto mi rivolgo a te, mio fedele e forse unico lettore rimastomi, per raccontarti la mia giornata di ieri. Anche se ti ho già telefonato appena tornata a casa ieri notte, piuttosto devastata. Piccola divagazione: indovina un po', è domenica mattina e, come nella migliore tradizione shanghainese, mi sono svegliata alle 6.30. Questa volta con in circolo ancora un po' di cuba libre. Bleah. Solo perchè nel locale dove sono stata, che dovrebbe essere uno dei posti più fighi della città, NON DAVANO BIRRA. Pazzesco, no? Ieri sera devo aver speso circa 50 €, tra cena e Bar Rouge (qs il nome del locale), roba che questa mattina potevo andarmi a fare un cappotto nuovo. Il colpo è abbastanza duro da reggere da sobri. Tanto più che tra due orette dovrei andare con Annika a ritirare davvero cappotto e giacchino (sono un po' tesa, più o meno come se dovessi ritirare gli esiti di un test di gravidanza) e mi sarebbe piaciuto farmi fare anche dei pantaloni. Oggi c'è un sole della madonna ma ieri si gelava, se il cappotto non va bene sono cavoli...
Oddio mi sembra di scrivere e non arrivare da nessuna parte. Allora: sto Bar Rouge tanto decantato da tutti è un bel locale effettivamente, soprattutto perchè c'è una terrazza spettacolare con vista su Pudong (l'immagine coi grattacieli sul fiume che avevo messo nell'altro blog, non so se ti ricordi, Gian) ma: l'ingresso costa 10 €, le consumazioni 8 € e, soprattutto, è pieno di occidentali bavosi e cinesi battone. Che ballano. Niente di strano, forse, ma prova a entrare in una discoteca e pensare davvero a quello che la gente intorno a te sta facendo: ti sembreranno dei pazzi. Questa è per lo più la ragione per cui gli ho dato 16 € per due cuba. E per la quale non entro in una discoteca (o affini, il bar rouge non è proprio una discoteca ma la gente balla e a me piace fare di tutta l'erba un fascio) ormai da anni.
[Mentre scrivo ascolto a manetta Ritornerai di Bruno Lauzi (della cui morte, tra l'altro, mi sento un po' responsabile). E' veramente bella questa canzone, sa un po' di cosa già vista da qualche parte ma sarà la quinta volta che la sento di fila.]
L'ultima cosa che ti volevo raccontare è che ieri sono andata con Francesca, una ragazza di BG che vive nella mia stessa via, dal parrucchiere cinese a fare la piega ai capelli (4 €: si ricomincia a ragionare). Alla fine è esattamente come in Italia, col vantaggio che non devi fare conversazione con i parrucchieri per ovvie ragioni. L'unica cosa un po' strana è che, al momento del lavaggio dei capelli ti fanno sdraiare in una stanzina appartata su una specie di lettino di pelle finta anzichè sedere sulla classica sedia. Era da talmente tanto che non andavo dal parrucchiere che quando mi sono piazzata su sto letto non ho nemmeno aspettato che mi mettesse l'asciugamano dietro... Il tipo mi ha anche fatto un massaggio su testa, collo e spalle (a un certo punto a iniziato a tirarmi delle patelle in testa, l'avrei preso a badilate, solo che come glielo dici?
Va bene, tesor, ora vado a fare un doccino, si è fatto tardi. Poi ti rispondo alla mail (così ti posso raccontare cose molto più succose, of course). TVB.